Vai ai contenuti

Menu principale:

RADIO > ARANCIA

NOTE

[1] La sede doveva essere "in alto" perché all’epoca il concetto di ponte di trasferimento STUDI-TRASMETTITORI era di là da venire e anche perché l’interpretazione data all’epoca alla prima sentenza che, in virtù dell’art. 21 della Costituzione, aboliva di fatto il monopolio statale della radiodiffusione, sembrava proibire l’interconnessione tra più punti quindi la trasmissione avveniva dall’antenna posta sopra il tetto della sede dello studio stesso).
[2] In realtà il trasmettitore era probabilmente di un aereo tipo "spitfire" della seconda guerra mondiale che utilizzava un apparato in VHF costituito da un elemento in modulazione di ampiezza (AM) e da un'altra sezione in modulazione di frequenza (FM). Il primo dispositivo veniva usato (solo dal capo-squadriglia) per comunicare con la base lontana, mentre la sezione in FM (88-108 Mhz) veniva usata per le comunicazioni a corto raggio tra gli aerei della squadriglia stessa. Il motivo per cui l’apparato non poté essere utilizzato, non fu a causa del mancato funzionamento ma, al contrario, perché funzionava "troppo", ovvero la sezione AM non era stata disattivata e quindi interferiva con il Primo Canale RAI che ad Ancona trasmetteva in VHF sul canale E. Non essendo possibile, per questioni circuitali, utilizzare solo la parte FM si optò per l’acquisto di qualcosa di più serio…. Ma questa è un’altra storia.


Radio Arancia (oggi Arancia Network) nasce nel febbraio del 1976 in un modo alquanto curioso e probabilmente sconosciuto ai più. All’epoca (siamo nel 1975) ad Ancona e provincia era attiva già da un po’ di tempo una delle prime radio "libere" d’Italia: Radio Emmanuel e per la prima volta gli imprenditori locali avevano la possibilità, attraverso questa emittente, di farsi pubblicità con un mezzo fino a quel momento precluso alle piccole imprese: la radio. Una delle prime aziende a credere nella promozione radiofonica sulle emittenti locali fu la Pellegrini HI-FI che in quel periodo inaugurava un nuovo negozio interamente dedicato alla moda del momento: gli impianti audio ad alta fedeltà. Sempre in quel periodo,ad Ancona, aveva sede un altro grosso rivenditore di attrezzature hi-fi: Maurizio Ascoli, il quale, proprio mentre dimostrava ad un cliente le mirabolanti qualità di un apparecchio ricevente in modulazione di frequenza, si sintonizzò sull’emittente privata anconetana (era l’unica in FM oltre ad un canale RAI) proprio mentre andava in onda uno spot del suo concorrente. Il buon Maurizio non la prese proprio bene e dopo qualche giorno di "escandescenze interiori" e probabilmente anche "esteriori", chiamò un suo vecchio amico, Gianni Maggi che all’epoca si occupava anche di pubblicità e gli comunicò la sua idea per la nuova campagna pubblicitaria: "APRIAMO UNA RADIO! Così la pubblicità me la faccio in casa". Naturalmente, sul momento, Gianni non lo prese sul serio (ricordiamolo siamo alla fine del 1975, le radio locali erano ancora "pirate", la prima sentenza sulla loro legalizzazione sarebbe arrivata solo verso la fine dell’anno seguente) ma come lui stesso racconta "fu talmente determinato e insistente che mi convinse." Così, una volta trovato un posto "in alto" [1] dove stabilire la sede non rimaneva che trovare un nome per la nascitura emittente. A questo punto passiamo la parola a Gianni Maggi  che a tal proposito racconta: "Stavamo tornando da Arezzo dopo aver comprato al mercato dei residuati bellici un trasmettitore Collins di un carrarmato, trasformato da onde corte a modulazione di frequenza [2] che non funzionò mai. Tornando con la Ford Escort (ancora Berlusconi non l'aveva resa famosa) in Umbria ci ponemmo il dilemma del nome da dare alla radio. Vennero fuori Ancona, Conero, Adriatico, tutti nomi legati comunque a un contesto locale. Il mio spiccato e innato acume mi portò a pensare che forse era opportuno non identificare la radio con la città ... gli ascolti sarebbero stati penalizzati in qualche modo da risentimenti campanilistici. Allora cominciai a passare in rassegna i nomi dei fiori per passare poi a quelli della frutta. Mi sembrava che Arancia suonasse bene, l'arancione è un bel colore caldo e il frutto è succoso e pieno di vitamine. Maurizio era perplesso. Poi, a Osteria del Gatto ci fermammo a mangiare ma il cibo e il vino diluirono fino a dissolvere ulteriori idee. Il giorno dopo Maurizio mi telefona per dirmi che ci aveva pensato e Arancia gli suonava bene. Ecco come è nata Radio Arancia!"

Torna ai contenuti | Torna al menu